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sabato 19 luglio 2014

Indice glicemico e carico glicemico

Spesso in questo blog avete sentito parlare di indice glicemico (IG). Viste le numerose richieste di
informazioni e di spiegazioni, abbiamo deciso in questo post di fare chiarezza sui significati delle terminologie utilizzate.

Innanzi tutto la glicemia è il valore della concentrazione di glucosio nel sangue; tutti i diabetici, in particolare noi di tipo 1, sono costantemente alle prese con la misurazione di questo valore con i glucometri. Tenere sotto controllo la glicemia è un esercizio mentale e fisico quotidiano, non semplice, ma dalla nostra parte abbiamo la possibilità di conoscere l’IG di ciò che mangiamo e in qualche modo prevedere come questo influirà sul nostro equilibrio glicemico, quindi sulla nostra salute.

In generale, ad un indice glicemico più basso di un alimento è connessa una minore quantità di insulina, sia che questa venga prodotta dall'organismo negli individui sani, sia che venga somministrata dall'esterno. Un team di nutrizionisti che ha partecipato al summit mondiale organizzato a Stresa da NFI (Nutrition Foundation of Italy) e Oldways USA ha sottolineato la necessità di classificare i carboidrati (CHO) non più in semplici e complessi, o se vogliamo, in zuccheri e amidi. In effetti non tutti i cibi che contengono zuccheri provocano un rapido aumento della glicemia, e allo stesso modo non tutti gli alimenti che contengono amidi sono connessi ai fastidiosi e soprattutto dannosi picchi glicemici. Per prima cosa gli esperti, hanno ribadito la necessità di una nuova classificazione dei carboidrati, basata su: indice glicemico (IG), carico glicemico (CG) e risposta glicemica (RG).

  • L'indice glicemico è un sistema di valutazione della qualità dei carboidrati, basato su un punteggio da 0 a 100, in grado di differenziare quelli che vengono digeriti, assorbiti o metabolizzati velocemente, ossia ad alto IG, da quelli che lo sono lentamente, ossia a basso IG. Il valore di riferimento principale per l'IG è dato dal glucosio, al quale viene attribuito un IG pari a 100. Dunque l’IG di un alimento viene calcolato testando, su volontari sani, quanto aumenta la glicemia in risposta al consumo di un alimento contenente una quantità standard di carboidrati (50 grammi), rispetto alla stessa quantità di glucosio (assunto sotto forma di acqua zuccherata). Ad esempio, se esso è pari a 50, significa che l'alimento in questione aumenta la glicemia della metà (50%) rispetto al glucosio. Quindi l'indice glicemico misura la rapidità con cui il valore della glicemia nel sangue sale dopo aver assunto un alimento contenente 50 grammi di carboidrati.


  • Il carico glicemico (CG), invece, tiene conto sia della qualità del carboidrato quindi dell'IG, che della quantità presente nella porzione media di un determinato alimento o di una ricetta. Come si ottiene? Basta moltiplicare i grammi di carboidrati presenti in una porzione media per l'IG.


  • La risposta glicemica (RG) è il valore complessivo che indica l'andamento dei livelli di glucosio rilevabili nel sangue dopo aver assunto qualunque alimento contenente carboidrati. Essa varia da persona a persona ed è influenzata dall'alimentazione e dallo stile di vita.

Anche se a noi farebbe davvero comodo, in realtà non esiste un metodo semplice per predire l’IG di un alimento. È necessario ricercare il valore dell’IG in siti web affidabili, quale, ad esempio, www.glycemicindex.com. Ecco a titolo di esempio alcuni alimenti ad alto (≥70), medio (56-69) o basso (≤55) Indice Glicemico (IG):



In generale, i carboidrati meno lavorati, meno cotti e più grezzi hanno l’IG e il CG più favorevole.
E’ importante sapere che i metodi di cottura influenzano l'IG. Infatti, secondo i ricercatori della NFI, più si prolunga la cottura di un alimento ricco di amidi in acqua, più rapida è la digestione enzimatica dei carboidrati, e quindi più alto è il picco glicemico. Ad esempio la cottura al dente della pasta e del riso, tipica della nostra cultura, ha favorevoli implicazioni sulla nostra salute, ma in generale per chi adotta una dieta mediterranea è molto più semplice seguire un regime a basso IG, basti pensare alla presenza nelle nostre diete di tanta verdura e legumi, della pasta e dell’orzo, uno dei cereali con più basso IG.

Inoltre le farine integrali presentano un IG minore rispetto alle farine raffinate, ecco perché nella preparazione di dolci è importante eliminare la farina tipo 00 (la più raffinata) ed utilizzare farine integrali, semi integrali o comunque meno raffinate possibile.


Infine è importante nei dolci sostituire lo zucchero bianco con dolcificanti naturali con più basso IG e con maggiore potere dolcificante rispetto allo zucchero, in modo da utilizzarne anche meno, per approfondire andare nel post Zucchero sì, zucchero no, dedicato ai modi di dolcificare.

Per concludere, perché è preferibile secondo gli esperti del “Carbohydrate Quality Consortium” consumare i alimenti non solo a basso IG ma anche a basso CG? I vantaggi sono soprattutto quattro: il miglioramento del controllo della glicemia nei pazienti diabetici, la riduzione del rischio di sviluppare il diabete tipo 2 e malattie cardiovascolari, soprattutto negli individui in sovrappeso e con stili di vita sedentari, il miglioramento dei livelli di colesterolo nel sangue di altri fattori di rischio cardiovascolare e il miglioramento del controllo del peso corporeo.

domenica 6 luglio 2014

Crostata di albicocche e mirtilli senza zucchero

crostata albicocche e mirtilli senza zucchero vegan
Le proprietà benefiche della frutta di stagione sono davvero tante e vale la pena approfittarne sfruttandole al massimo! 
Le albicocche, ricche di vitamina A e C e di potassio, sono un toccasana per tutti. Indicate particolarmente per chi ha problemi di anemia o di spossatezza cronica, sono molto digeribili ed hanno un basso indice glicemico, quindi adatte per noi diabetici. La vitamina A è utile per lo sviluppo delle ossa e l'alta percentuale di potassio è in grado di prevenire vari disturbi a livello nervoso e muscolare. Inoltre la vitamina A è in grado di stimolare la produzione di melanina, la sostanza responsabile dell'abbronzatura e della protezione della pelle, fondamentale in questa stagione.
Le infinite proprietà del mirtillo potete trovarle QUI nella ricetta per i ghiaccioli al succo di mirtillo.
Questa crostata estiva è perfetta per una merenda sana, gustosa e a basso indice glicemico. Non contiene ingredienti di origine animale, quindi perfetta per chi segue una dieta vegana.

Ingredienti:
- 250 g di farina tipo 1
- 60 g di zucchero di mele DolceDì RdA
- 40 g di olio evo
- 8 g di lievito biologico
- succo di mela q.b.
- Fiordifrutta di albicocche RdA
- 5-7 albicocche (regolarsi in base alla grandezza)
- 1 manciata di mirtilli (20-30)

Preparazione:
Unire la farina con il lievito, io ne ho utilizzato uno biologico (2). Aggiungere l'olio e iniziare ad amalgamare (1). Sciogliere lo zucchero di mele in un po' di succo di mela e con questo irrorare l'impasto (3), aggiungere succo di mela poco a poco fino a raggiungere una consistenza di frolla (4). 


Non serve far riposare la frolla, che potrà essere subito stesa in una teglia rotonda. Lavare le albicocche, asciugarle e tagliarle in spicchi (5). Stendere uno strato di Fiordifrutta alle albicocche sulla frolla (6) e iniziare a disporre le albicocche secondo la vostra fantasia (7). 
Completare con i mirtilli (8).

crostata albicocche e mirtilli senza zucchero vegan
Infornare a 180° per circa 30 minuti. Controllare la cottura: se le albicocche sono molto succose potrebbero aver imbevuto di più la frolla, quindi proseguire la cottura.
Sfornare e lasciare raffreddare.

Buona merenda!

crostata albicocche e mirtilli senza zucchero vegan


crostata albicocche e mirtilli senza zucchero vegan



crostata albicocche e mirtilli senza zucchero vegan




crostata di albicocche

domenica 13 aprile 2014

Millefoglie ai frutti rossi con crema chantilly

Lo confesso: a me la colomba pasquale non piace. Ecco perché per Pasqua cerco sempre qualche alternativa.
Questa millefoglie pur essendo buonissima non è un vero e proprio peccato di gola! Ho trovato una pasta sfoglia biologica veramente valida, ma se avete l'abilità di farla in casa sarà ancora meglio. La mia crema chantilly è fatta completamente con ingredienti di origine vegetale e poco zucchero di mele. Insomma un dessert adatto a chi soffre di diabete, a chi è intollerante al lattosio, a chi segue una dieta vegana e a tutti quelli che, anche dopo un pranzo ricco, vuole concedersi un dolce veramente soddisfacente!

Ingredienti (4 porzioni):
- 1 confezione di pasta sfoglia biologica (230 g)
- 1 cucchiaino di zucchero di canna integrale 
- 5 fragole medie
- 4 rametti di ribes
- 10 lamponi
- 250 ml di latte di soia alla vaniglia
- 20 g di olio evo Vecchia Macina
- 2 cucchiai di farina tipo 1
- 3 cucchiai di zucchero di mele DolceDì
- 1 limone biologico

- 200 ml di panna vegetale da montare
- mandorle a fette q.b.
- topping al cioccolato q.b.

Preparazione:
Tagliare la sfoglia in 4 quadrati più possibile uguali tra loro. Se avete una sfoglia tonda non sarà difficile, con un po' di rudimenti di geometria, ottenere i quattro quadrati. Bucherellare la superficie con una forchetta, spennellare con pochissimo latte di soia e spolverate con un cucchiaino di zucchero di canna integrale (1). Questa è la sfoglia che utilizzo (2) è biologica, completamente vegetale e senza grassi idrogenati.

Cuocere la sfoglia in forno a 180° per circa 15 minuti, finchè non sarà dorata, e lasciarla raffreddare (3).
Intanto preparare la crema: per il procedimento guidato vi rimando alla ricetta della crema pasticcera vegan. Quando la crema si sarà addensata togliete la scorza del limone (4). Mentre la crema si raffredda, montare la panna a neve (5). Per ottenere la chantilly, crema e panna potranno essere unite, molto delicatamente, soltanto quando la crema si sarà raffreddata (6). Mescolare alla crema soltanto la metà della panna montata.

Nell'attesa che la crema si raffreddi prima di creare la chantilly, occupiamoci dei frutti rossi! Dopo aver lavato fragole, ribes e lamponi, tagliare le fragole in piccoli pezzi e mescolare i frutti tra loro. Aggiungere un cucchiaio di zucchero di mele e lasciare qualche minuto a riposare (7).
Ed ora arriva il bello: farcire la pasta sfoglia. Mettere la chantilly sul primo strato di sfoglia e aggiungere i frutti rossi nella quantità desiderata (8). Posare la sfoglia successiva e così via fino all'ultima.
Con la panna avanzata, con l'aiuto di una sac a poche, si potrà decorare la millefoglie tutto intorno (9).
Infine, invece dello zucchero a velo, ho decorato la superficie con una fragola tagliata a ventaglio e un rametto di ribes intero e poi... una pioggia di mandorle a fette.
Consiglio di prepararla mezza giornata prima di consumarla.
Che ne dite?














Servitela con una spruzzatina di topping al cioccolato... divina!!!








sabato 29 marzo 2014

Dolcetti morbidi al cacao con crema di miele e mandorle


Ma cosa sono? Macarons? No. Potrebbero ricordarli, la forma inganna, ma questi sono dei dolcetti morbidi da farcire a piacere... 
Io ho utilizzato la crema spalmabile biologica di miele e mandorle che con il suo sapore unico, dolce, ma delicato, si sposa benissimo con il cacao amaro dei dolcetti, ma qualunque crema spalmabile o marmellata può andar bene.
La preparazione è semplicissima e gli ingredienti sono gli stessi della mia Sacher vegan, soltanto cambiano leggermente le proporzioni tra gli ingredienti, per avere un impasto più morbido in modo da usare la sac a poche.
Restano soffici come panini all'olio. Vi consiglio di calibrare il dolcificante in base alla crema con cui li farcirete. Io, volendo utilizzare questa di miele e mandorle, ho diminuito le dosi di zucchero, ma se utilizzerete marmellate o altre creme meno dolci vi consiglio di aumentarne le dosi.
Questi dolcetti hanno un basso contenuto di zuccheri e non contengono alimenti di origine animale (ed esclusione della crema che contiene miele).

Ingredienti:
- 260 g di farina tipo 1
- 30 g di cacao amaro
- 80 g di zucchero di mele o 90 g di zucchero di canna integrale 
- 1/2 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaio scarso di bicarbonato
- 30 g di olio evo (io Vecchia Macina)
- 10 g di aceto bianco
- 210 g di acqua fredda
- crema di miele e mandorle per farcire q.b.

Preparazione:
Queste quantità sono per circa 42 dolcetti singoli che accoppiandoli diventeranno dunque 21. Per il procedimento seguite gli stessi passi descritti QUI o QUI. A differenza della preparazione per le torte, bisognerà ottenere un impasto più morbido (1), adatto alla sac a poche
Riempire la sac a poche e formare i dolcetti cercando di mettere più o meno la stessa quantità di impasto (2). Di grande aiuto per questo tipo di preparazioni è il tappetino di silicone per macarons di Pavonidea che ho utilizzato anche per i baci di dama.
Infornare a 180° in forno preriscaldato per 15-20 minuti (3). Sfornare e lasciare raffreddare sul tappetino (4).

Ed ora... SPALMARE!!!












Gnam...







sabato 22 marzo 2014

Barrette energetiche senza zucchero

E' primaveraaaa... svegliatevi bambine...
Io mi sono svegliata, ma ho bisogno di tanta energia in questo periodo, ecco perché ho preparato queste barrette che fanno tanto, ma tanto bene!
Alla base di questa ricetta c'è l'avena, uno dei cereali con più basso indice glicemico (IG), per questo particolarmente adatto ai diabetici, ancor meglio se la trovate integrale, ha molteplici proprietà, aiuta a sentirsi sazi e pieni di energia. Inoltre tra le fibre solubili dell’avena vi sono i preziosi beta-glucani, che aiutano a tenere sotto controllo il peso corporeo, hanno la capacità di ridurre il livello di colesterolo nel sangue e aiutano a conservare l’equilibrio degli zuccheri nel sangue. 
Invece che con lo zucchero, queste barrette sono dolcificate con il miele biologico di melata (ma poco, in modo da evitare un picco glicemico), un’ottima fonte di ferro, molto utile per chi segue diete vegetariane, ideale per tutti coloro che praticano attività sportiva: è un ottimo integratore naturale di sali minerali (calcio, magnesio, sodio, potassio) e oligominerali (ferro, rame, cromo), per saperne di più andate QUI.
Immancabili le bacche di goji, di cui potete leggere tutto QUI, e i semi di zucca, un altro alimento assolutamente da inserire nella dieta (io li metto anche nell'insalata, buonissimi!) perché ricco di vitamine F ed E, che esercitano un'azione protettrice delle membrane cellulari, eantiossidante, sopratutto per la combinazione tra vitamina E e selenio.
Infine le mandorle, le prugne secche e l'olio extravergine d'oliva che tutti sappiamo essere alimenti preziosi.
Insomma ho selezionato questi ingredienti per preparare delle barrette energetiche, golose e soprattutto salutari!

Ingredienti:
- 200 g di avena biologica
- 30 g di mandorle secche
- 30 g di bacche di goji 
- 40 g di semi di zucca al naturale
- 3 o 4 prugne secche
- 1 cucchiaino scarso di olio evo 
- 1 pizzico di sale
- 2 cucchiai di miele biologico di melata o di sciroppo d'acero

20-25 g di CHO circa per barretta

Preparazione:
Prima di tutto mettere a bagno, in acqua tiepida, le bacche di goji che dovranno reidratarsi (1). Tagliare in piccoli pezzi le prugne secche (2) e tritare molto grossolanamente le mandorle (3). Mescolare l'avena con i semi di zucca, le mandorle, le bacche, le prugne e un pizzico di sale (4).
Aggiungere un cucchiaino scarso di olio evo (5), due cucchiai abbondanti di miele di melata (6) e mescolare molto bene il composto. Versarlo in una teglia foderata con carta da forno, in modo che abbia uno spessore di poco più di un centimetro, e compattarlo con le mani con l'aiuto di un altro pezzo di carta da forno (7). 
Infornare a 140° circa per circa 30 minuti, l'avena dovrà apparire tostata. Sfornare e tagliare in sei barrette. Se non vi sembreranno dei perfetti parallelepipedi non fa niente, potranno essere perfezionate una volta indurite. Lasciare raffreddare le barrette, prima di consumarle.

Non tornerete mai più alle barrette energetiche industriali!!!
















venerdì 21 febbraio 2014

Crema pasticcera con l'olio evo, senza uova e senza zucchero...

...con granella di pistacchi di Bronte


Questa crema è ottima sia come dessert, sia per farcire torte, bignè, sfoglie, crepes. 
Ma cos'ha di particolare? E' innanzitutto senza uova, senza burro ed è fatta con l'olio extravergine d'oliva! Perfetta per chi vuole un dolce leggero, ma gustoso e senza colesterolo. Se utilizzate anche un latte vegetale, consiglio latte di soia biologico alla vaniglia, è una crema vegana.
Infine è senza zucchero, perché dolcificata con sciroppo d'agave.
Il tocco di classe, se la servite come dessert, è una granella fine di pistacchio di Bronte! 

Ingredienti per 2 porzioni:
- 250 ml di latte vegetale (es.: latte di soia alla vaniglia) o vaccino
- 20 g di olio evo Vecchia Macina
- 30 g di farina tipo 0
- 2 cucchiai di sciroppo d’agave
- 1 limone biologico
- ½ cucchiaino di vaniglia in polvere


Preparazione:
Versare in un pentolino l'olio evo, io ho provato con il Vecchia Macina e l'ho trovato perfetto anche per le ricette dolci. Aggiungere la farina (1), mescolare bene per ottenere un composto liscio e omogeneo (2). Accendere il fuoco a fiamma bassa e iniziare a versare il latte poco per volta mescolando sempre (3).
Piano piano inizierà ad addensarsi. Aggiungere la scorza di mezzo limone biologico, poi la vaniglia, io ho preferito usare quella in polvere biologica (4) che ha dato anche un po' di colore. Infine lo sciroppo d'agave (5) sempre mescolando bene.
Alzare poco la fiamma e mescolare fino a quando la crema si sarà perfettamente addensata. Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare. Eliminare le scorze di limone e servire la crema nella coppette con una spolverata di granella di pistacchi di Bronte (6).

Facilissima da preparare e molto versatile...







lunedì 17 febbraio 2014

Biscotti con farina di ceci, mandorle e bacche di goji

...detti anche biscotti "home sweet home"

La farina di ceci mi fa venire sempre voglia di preparare le panelle palermitane, ma perché non provare qualcosa di dolce? L'esperimento è riuscito, questi biscotti sono stati un successo!

Oltre alla farina di ceci ho utilizzato anche della farina di mandorle, cambiando la proporzione delle due farine, i biscotti saranno più o meno croccanti (più farina di mandorle più morbidi).

Il tocco di gusto sono indubbiamente le bacche di goji, per saperne di più andate QUI
Insomma biscotti sfiziosi, ma salutari, senza ingredienti di origine animale, quindi vegan, a basso indice glicemico, perché dolcificati con zucchero di mele, adatti agli intolleranti al lattosio e gluten free.
Assolutamente da provare!

Ingredienti (per 25 biscotti):
- 200 g di farina di ceci
- 100 g di farina di mandorle
- 60 g di olio evo
- 100 g di zucchero di mele DolceDì
- 25 g di bacche di goji
- 10-20 g di acqua


Preparazione:
Per prima cosa tostare la farina di ceci in una padella a fuoco basso mescolando continuamente per circa 10 minuti (1). Mescolare le due farine tra loro (2).
Utilizzare le bacche di goji secche (3), 1/3 andrà tritato grossolanamente, mentre gli altri 2/3 si possono passare anche con un macinacaffè. Unire le bacche agli altri ingredienti (4).
Fare un'emulsione di olio e zucchero di mele e aggiungerla alle farine fino ad ottenere un'impasto come la frolla (5). Se necessario aggiungere pochissima acqua gradualmente.
Stendere la frolla ottenendo uno spessore di 4-5 mm, con l'aiuto di carta forno (6). 
Ritagliare i biscotti con le apposite formine, io ho utilizzato la casetta della linea Tagliabiscotti primaverili di Pavonidea (7). 
Infornare a 170° per 10-15 minuti (8). Sfornare quando saranno dorati.

Ottimi per la colazione e per la merenda!




Da provare con una tisana calda alle bacche di goji...










Con questa ricetta partecipo al contest...