sabato 20 ottobre 2012

Festa di Ognissanti

Ancora sento che molte persone non festeggiano questa ricorrenza perché “E’ una festa americana che non ci appartiene…”. Ma che peccato! Niente di più sbagliato! 

- Partiamo dal nome stesso della festa tanto denigrata (ma, nello stesso tempo, da molti tanto amata): Halloween. In inglese arcaico, la festa di Ognissanti si chiama All Hallows' Day, mentre la vigilia del giorno di Ognissanti, cioè il 31 ottobre, si chiama All Hallow' Eve; nel tempo queste parole si sono trasformate in Hallows' Even, e da lì Halloween. La festa è arrivata in America attraverso l’immigrazione europea, ed era legata ai culti religiosi delle singole comunità, ha dunque origini europee.


- La festa, per quanto cristiana, affonda le sue radici in un substrato pagano comune, secondo cui, nella notte di Ognissanti, le anime dei defunti (nella tradizione celtica troviamo anche spiriti, folletti e quant’altro…) tornano dall’aldilà. Una notte in cui i vivi possono incontrare i morti dopo il loro lungo e faticoso viaggio. Per questo, nella tradizione Italiana di molte regioni, c’è l’usanza di imbandire tavole per dare ristoro ai defunti e renderli benevoli nei confronti dei vivi. In Piemonte si aggiungeva un posto in più a tavola per i morti che avrebbero visitato la casa; in Lombardia e in Campania si lasciava un contenitore pieno d’acqua per dissetare i defunti; in Puglia e Toscana si apparecchiava appositamente; in Sicilia, dopo la cena, si lasciava la tavola apparecchiata tutta la notte con gli avanzi (molti lo fanno ancora). Proprio in Sicilia e in particolare a Palermo, mi è venuta la curiosità di conoscere queste usanze, perché qui, a differenza di molte altre parti d’Italia, la ricorrenza è molto sentita. I defunti, nella notte della loro festa, tornano a visitare i loro cari portando loro doni, frutta e dolci: una festa dedicata soprattutto ai bambini che a Palermo la sentono in modo particolare, poiché ricevono ancora i regali (cosi di morti). Una notte magica, per i piccoli siciliani, come quella di Natale.

- In Toscana, in Veneto e in Calabria ci si recava al cimitero a mangiare fave sulle tombe dei propri cari. Le fave, sin dall’antichità, erano il cibo rituale dedicato ai defunti e venivano servite come piatto principale nei banchetti funebri. I Romani le consideravano sacre ai morti, perché credevano che ne contenessero le anime. Oggi in tutta Italia le “fave dei morti”, a base di frutta secca, sono uno dei dolci tipici di questa ricorrenza.

Ma allora? Cosa abbiamo a che fare noi con le zucche intagliate e col famigerato “Trick or Treat?” (dolcetto o scherzetto?). 
Piccoli intagliatori di zucche (1911)
- L’usanza di intagliare le zucche prende vita dalla leggenda irlandese di Jack O’ Lantern; quando gli Irlandesi, in seguito alla carestia del 1845, abbandonarono in massa l’Europa, portarono in America i loro usi e costumi compresa la leggenda di Jack; poiché le rape, usate in Irlanda, non erano diffuse in America, furono sostituite con le più comuni zucche. Da allora, la zucca intagliata e illuminata dall’interno, è il simbolo più famoso di Halloween.
Ma perché intagliare zucche? Questa usanza deriva dalle numerose credenze secondo cui, durante la notte del 31 ottobre, i morti possano vagare liberamente sulla terra e quelli malvagi possano rapire e portare i vivi nel Regno dei Morti. Le zucche servirebbero per ingannarli, ma non soltanto nel nord Europa! Esistono numerose testimonianze che anche in alcune regioni italiane, come Piemonte, Sardegna, Emilia Romangna, Campania, Liguria, alla vigilia di Ognissanti ci fosse l’usanza di illuminare fantocci e teste di rapa vuote, per questo motivo.

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In tutta Italia era poi diffusa l’usanza, in molte regioni, che i bambini o i ragazzi delle classi meno abbienti, prima di cena, andassero a bussare alle porte delle case chiedendo offerte per le anime dei morti e ricevevano dolci, frutta secca e qualche volta anche denaro. In Emilia Romagna la questua veniva fatta dai poveri, che bussavano alle porte chiedendo la carità per i morti e ricevendone cibo. In Puglia ragazzi e contadini bussavano alle case cantando una sorta di serenata alla ricerca dell’aneme de muerte (l’anima dei morti) e venivano fatti entrare in casa e rifocillati con vino, castagne e taralli. Insomma, in nome dei defunti, i più poveri in quella notte potevano avere un po’ di conforto. Cosa vi ricorda? Trick or Treat? Anche a me...

- Morale della favola… quella della notte di Ognissanti o Halloween, è una festa con radici molto antiche, fa parte del nostro passato, della nostra cultura. Sentiamoci autorizzati a festeggiarla come meglio crediamo.

Come per ogni festa tradizionale, ci sono in Italia dei riti anche legati alla cucina, in particolare l'uso di preparare dolci: non esiste infatti regione italiana che non abbia nella sua gastronomia un piatto rituale e dalla forte valenza simbolica dedicato al Giorno dei Morti.
Presto pubblicherò un dolce tipico della tradizione italiana e qualche dolcino per divertire bambini… e adulti!


Ecco tutti i dolci per la festa di Ognissanti, per Halloween e per il giorno dei morti, voi come festeggerete?
Torta alla zucca e noci
Dita di strega
Pan dei morti
Cupcakes mostruosi!!!





3 commenti:

  1. Grazie Serena, davvero interessante!!

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  2. Bello il tuo post...e dato che io amo Halloween ti invito a passare da me, anche solo per sbirciare!
    ...ancora devono arrivare sorprese, ma le cose più belle le tengo per fine ottobre!
    A presto.
    Loredana

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  3. Ciao Serena, scusa se scrivo qui una cosa che non c'entra, ma qualche giorno fa ti ho mandato un messaggio tramite i contatti sulla cheese cake al cioccolato. L'hai ricevuta?
    Buona giornata,
    Francesca

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